ARRIVEDERCI GIOBATTA…

 

(a cura della prof.ssa Agnolin)


Alla fine è successo ciò che mai avrei pensato potesse accadere.

 

GioBatta Meneguzzo, collezionista proprietario della collezione di arte grafica contemporanea presente alla Casabianca di Malo, venerdì 14 maggio  è volato via.

 

Per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo pare impossibile, nonostante i suoi 93 anni.

Impossibile perché lui E’ la Casabianca e non è davvero  pensabile  immaginare quegli spazi da lui creati in tanti anni di continuo e lungo lavoro senza la sua presenza vigile e paterna.

 

Il suo lavoro di collezionista  è iniziato oltre 40 anni fa, modellando  a Malo il suo pensiero di arte che gli consentirà di entrare a contatto dei maggiori artisti e critici del tempo. La sua passione per l’arte ha  lasciato spazio e visibilità anche agli artisti locali che con ammirazione hanno condiviso con lui queste preziose sale, nelle quali per tutti questi anni si è discusso di arte, poesia, critica e mercato artistico.  

Una profonda amicizia l’ha unito anche ad un altro importante orgoglio maladense, Luigi Meneghello, del quale  rimane preziosa documentazione in una stanza a lui dedicata dopo la sua scomparsa nel 2007. 

In questo museo si respira l’odore della storia mentre i muri dell’edificio  si sposano in un abbraccio tanto sapiente quanto inaspettato con ciò che di più innovativo e frizzante è stato pensato dagli anni ‘60 agli anni ‘90. Un ambiente che ricorda le wunderkammer in chiave moderna: 1200 opere sapientemente accostate senza la presenza di cartellini, perché “l’arte deve sorprendere e spaesare, l’opera si guarda e interroga chi la osserva”. Tra le tante opere da scoprire si nascondono artisti come Beuys, Capogrossi, Serra, Manzoni, Alighiero Boetti,  Lucio Fontana, Agostino Bonalumi,  Mario Ceroli, Christo, Luigi Ontani, Emilio Vedova, Arman, Cesar, Ives Klein  Mimmo Rotella, Raymond Hains… e tanti, tanti altri nomi internazionali.

L’importanza dell’emozione, quasi religiosa,  è ciò che mi rimane viva pensando agli anni trascorsi in sua compagnia dentro queste sale silenziose e fredde, prima per definire la tesi di laurea, poi per i progetti con la rete museale e in fine per  il restauro di tante  amate opere che rischiavano di andare perdute. Questi speciali pazienti venivano così per mesi quotidianamente controllati e visitati, ricordando prognosi e diagnosi di ognuno di loro con attenzione paterna e sguardo premuroso.

 

Caro GioBatta, 

se nella vita la fortuna di trovare tanti veri amici è limitata,  

ancor meno sicura è quella di trovare Maestri in grado di lasciare un segno indelebile 

nella propria formazione.

             Io, questa fortuna, l’ho avuta.

            Grazie GioBatta

            A-RIVEDERCI  nel tuo museo!

 

Stefania Agnolin 

http://www.museocasabianca.com/
 

 

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