INTERVISTA A DUE VOCI: UNA SCUOLA IN GIOCO

 

Andrea e Giacomo sono i due ragazzi della classe 2^ viola che hanno avuto l’idea di realizzare il gioco degli scacchi in uno spazio grigio del loro cortile. Li abbiamo intervistati per scoprire il bellissimo progetto!

  1. Come mai avete proposto la scacchiera nel cortile della vostra scuola?

GIACOMO: Avevo proposto a qualche compagno questo gioco perché gli scacchi mi appassiona tantissimo e perché i professori per ovvi motivi di sicurezza sanitaria ci avevano impedito di fare altri giochi a contatto durante la ricreazione, perciò mi sembrava il momento adatto per un'idea del genere e sono molto soddisfatto.

ANDREA :anch'io sono molto soddisfatto dell’idea che ci é venuta, gli scacchi sono divertenti ma molto logici.

  1. L’idea é piaciuta subito ai prof che vi hanno aiutato a realizzare il vostro progetto. Come vi siete organizzati?

GIACOMO:

ANDREA: il primo giorno in cui ci i prof ci avevano detto che non potevamo giocare con la pallina, Giacomo è arrivato a scuola con questa idea e a ricreazione mi ha detto: ”Perché non giochiamo a scacchi?”.

  1. Perché proprio questo gioco?

GIACOMO: oltre a piacermi molto gli scacchi stimolano l’utilizzo del cervello e invitano al ragionamento; inoltre, sembrerà un gioco appartenente al passato, ma è  sempre stato usato e successivamente dimenticato dalle ultime generazioni a causa del digitale e di internet. Per questo non voglio che diventi un vecchio gioco lasciato in soffitta e vorrei, insieme ad Andrea, coinvolgere anche i miei compagni .

ANDREA: concordo pienamente e aggiungo che è importante condividere la nostra conoscenza anche con gli altri.

  1. Quando avete scoperto gli scacchi?

GIACOMO: Quando ero molto piccolo…. avevo sei o sette anni e a quel tempo mio papà me lo insegnò. Mi piacque tantissimo quel gioco e tentai quindi di insegnarlo ai miei fratelli e da quel momento è iniziata la mia avventura con gli scacchi.

ANDREA: anch’io all’età di sei o sette anni ho scoperto gli scacchi, ma ci misi un po’ a capire le regole…così lo lasciai da parte… grazie a Giacomo ho ritrovato questo gioco!

  1. Perché lo trovate un gioco appassionante?

GIACOMO: Perché una volta che hai capito come si gioca sei invogliato a giocare, la tua mente capisce che giocare sviluppa le connessioni neuronali e allora ti spinge a giocare! Come dicevano gli antichi..mens sana in corpore sano. Inoltre, è divertente e ti aiuta a socializzare con gli altri. Insomma lo consiglio a tutti, può farvi solo del bene.

ANDREA: il gioco diventa appassionante perché capisci che è come una battaglia e ti aiuta a sviluppare la logica.

  1. Che cosa consigliereste ai vostri coetanei che ora sono a casa e devono trovare dei passatempi?

GIACOMO: Consiglierei di imparare a giocare a scacchi visto che c’è tempo durante il lockdown… invece se sapete già giocare esercitatevi! Consiglio di non stare davanti ai videogiochi o alla TV dopo le videolezioni perché passare troppo tempo davanti agli schermi e agli apparecchi elettronici può deprimere; in alternativa, imparate nuovi giochi oppure inventatene altri e state con i vostri genitori perché in tempi difficili bisogna avere l'appoggio della famiglia.

  1. Che abilità servono per questo gioco?

GIACOMO: Non servono molte abilità basta mantenere la calma quando si perde e magari anche saper fare la mossa giusta. Per questo esercitatevi, magari sul canale YouTube di mattoscacco o su siti web di scacchi come https://lichess.org/ o https://chess24.com/en. Inoltre c'è bisogno che riusciate a capire quando si perde e ad ammettere di aver perso. E’ un gioco che dà soddisfazione quando si riesce a capirlo, magari diventerete molto bravi dopo anni di allenamento.

ANDREA: servono solo concentrazione e motivazione.

  1. Un aggettivo per definire il gioco degli scacchi….

GIACOMO: Geniale: chi lo ha inventato sapeva che sarebbe stato un bel gioco ed è stimolante dal punto di vista del cervello… semplicemente geniale!

ANDREA: ineguagliabile. Non c’è bisogno di spiegare il perché.

Grazie della vostra idea e speriamo di rientrare presto a scuola per una partita!

prof.ssa Monica Marzarotto 





 

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