Contributi dai nostri ragazzi in DDI: IL FASCINO DELLE SIRENE (1^ giallo)

 

CHE COSA INTENDIAMO CON IL TERMINE “SIRENE”?


Proviamo a scoprire le differenze tra le nostre sirene e quelle dei Greci.

LE SIRENE SECONDO NOI:

La sirena è un ibrido tra pesce e donna. Bellissime ragazze dalla lucente coda.

Questa creatura compare già nell’arte mesopotamica.Nel Medioevo erano spesso raffigurate intente a pettinarsi la lunga chioma (simbolo di seduzione) e con uno specchio (segno di vanità). 

Ma queste incantevoli creature hanno un canto ipnotizzatore (come narravano i marinai), che spingono contro le scogliere chi naviga tra le loro acque.

 LE SIRENE SECONDO I GRECI:

Per i Greci le sirene erano dei mostri con il corpo di uccello e il volto da donna, ma avevano una bellissima voce ammaliatrice. Vengono associate alle “arpie”.

Le sirene guidavano le anime nell’Aldilà e partecipavano al loro desiderio di permanere nel regno degli Inferi. Vengono menzionate per la prima volta nell’Odisseo da Omero.


Ma perché questa differenza?

L’origine delle leggende sulle sirene è stata tramandata e riscritta per millenni da autori diversi, ed è difficile individuare esattamente una data precisa della loro nascita, anche se si può dedurre che il mito delle sirene fosse largamente diffuso nell'antichità’ classica.

Alcune leggende narrano che esse furono ninfe e che a trasformarle siano state le Muse in seguito ad una  gara di canto, che le sirene avevano perso.

Un altro mito racconta che Afrodite abbia trasformato in uccelli solamente la parte inferiore del loro busto, visto che fuggivano ai piaceri carnali e si rifiutarono di sposarsi: per la loro scelta le esiliò sull’isola di Antemoessa (che significa fiorita) corrispondente probabilmente a Ischia o a Capri, che ha un suo scoglio dedicato.


Altre fonti riferiscono che erano state punite da Demetra, poiché non erano state in grado di evitare il ratto della figlia Persefone da parte di Plutone. Secondo Ovidio,  furono proprio le vergini sirene a chiedere agli dei di essere trasformate in uccelli, per poter meglio cercare la perduta amica Persefone.

Si narra anche che Ercole staccò il corno ad Acheloo, il dio con corna e con la coda di serpente: dalla ferita caddero dodici gocce da cui nacquero le prime sirene.

Nella tradizione nordica le sirene erano metà donne e metà pesci; potevano cambiare sembianze a contatto con la terraferma, trasformando le pinne della coda in gambe e assumendo di nuovo fattezze ittiche al contatto con l’acqua. Molte fiabe raccontano di sirene che vogliono diventare umane, come quella di Andersen, ripresa da Disney nel cartone animato “La Sirenetta” (The Little Mermaid).



Come si sia passati dalla figura di donna-uccello a quello di donna-pesce, resta un mistero. Tra le ipotesi, un errore di trascrizione, dal latino ‘pennis’ (penne, piume) a ‘pinnis’ (pinne). Un’altra ipotesi è che il mito donna-uccello sia nato in paesi lontani dal mare, per mutarsi poi in donna-pesce, quando il mito delle sirene ha raggiunto culture rivierasche, proiettate verso il mare.

Quel che sembra certo è che le Sirene paiono create da attraverso una mescolanza dei miti greci con quelli nordici, penetrati attraverso i popoli che invasero l’Impero Romano.

lavoro di Lucia Ferretto & Giulia Santin, classe 1^ Giallo ( P. Maraschin)

riadattato da:     https://it.wikipedia.org/wiki/Sirene_(religione_greca)

 

 

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