Lettera della sindaco dei ragazzi e delle ragazze di Schio

Il Sindaco dei ragazzi e delle ragazze di Schio Alice Rossetto ha scritto una bella lettera a tutti i giovani della città che vi riportiamo di seguito:✍️ ❤  

"Ciao a tutti, molti di voi forse non mi conoscono, quindi inizio col presentarmi: mi chiamo Alice Rossetto e a gennaio sono stata eletta Sindaco delle ragazze e dei ragazzi di Schio.

Scrivo queste righe a tutti i consiglieri del Consiglio Comunale dei Ragazzi, ai miei compagni di scuola e in generale ai miei coetanei per condividere alcune riflessioni sul periodo che stiamo vivendo.

Credo che anche a voi manchino gli amici, i compagni di classe, la scuola, i parenti che non possiamo più andare a trovare, gli allenamenti, le attività extra scolastiche. Mancano anche tutti quei piccoli, semplici gesti dei quali ci accorgiamo solo ora che ne siamo stati privati, e la distanza di un metro solo adesso abbiamo ben presente quanto ci tenga lontani…

Una voce imponente, senza parola, ci dice ora di stare a casa, come bambini che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa, e non avranno baci, non saranno abbracciati.

All’inizio sembrava un prolungamento delle vacanze di Carnevale, così i primi giorni sei contento, ci sta, ti riposi, prendi le distanze da tutto, ma dura poco, l’effetto benefico della “sospensione” finisce presto…
Inizia a mancarti il contatto reale con i tuoi compagni e con gli amici, quello che la chat del gruppo classe non riesce a sostituire.
Inizia a mancarti la guida, la presenza dell’insegnante, quello che la Classroom non può proprio darti.
Ciò che nasce dallo stare insieme, dal guardarsi negli occhi, dal tocco spontaneo, dalla manata sulla spalla, dal condividere spazi e tempi non passa per la classe virtuale, anzi, varca a malapena gli stretti confini entro i quali il Virus ci ha confinati.
Credo che il Virus ci abbia tolto tanto, ma non ci ha privati del senso di appartenenza ad una comunità, del senso di responsabilità ed impegno di noi ragazzi. Ora il nostro impegno è fare la nostra parte e rimanere a casa, lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri cari, lo dobbiamo soprattutto a tutti coloro che lavorano senza tregua per salvare le vite degli altri, per produrre le mascherine.
Il nostro compito è fare bene le lezioni online e i compiti farli ancora meglio!
Grande è la speranza che noi giovani riponiamo negli adulti che si occupano di noi, per traghettarci fuori da questo mare in burrasca: vogliamo fidarci di chi ci governa, ci insegna, ci protegge, ci aiuta a credere che tutto questo diventerà presto un ricordo, che racconteremo un giorno ai nostri figli, che insieme ce la faremo, che, davvero, andrà tutto bene!

Credo che questa quarantena cambierà qualcosa in ognuno di noi, credo che siamo caduti a terra, ma che pian piano ci rialzeremo più forti di prima, perché, alla fine, avremo sconfitto un Virus che ha tutti i diritti di esser scritto con la lettera maiuscola, e sono certa che noi sopravvivremo, noi torneremo a viaggiare, usciremo di nuovo, andremo a scuola, ci riabbracceremo, ma, soprattutto, torneremo a vivere la nostra vita. Forse questo sarà un nuovo inizio, l’inizio di una vita più consapevole, meno veloce e meno caotica".

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