Parole non ostili, regole utili per la rete (e la vita reale)

http://27esimaora.corriere.it/17_febbraio_18/parole-ostili-decalogo-un-uso-consapevole-rete-098ea11e-f610-11e6-a891-35892eecc6d0.shtml?refresh_ce-cp
Nelle conversazioni online spesso il non avere fisicamente davanti i nostri interlocutori fa si che i toni diventino accesi e il confronto degeneri, Come evitarlo? 

Cyberbullismo, insulti e minacce online, ma anche bufale e post-verità: la rete ha moltiplicato all'infinito la nostra possibilità di esprimerci e accedere alle informazioni, ma non ci ha depurati dei vizi della comunicazione umana, anzi in certi momenti sembra che tiri fuori il nostro lato peggiore. 

"Manifesto della comunicazione non ostile" contiene dieci tesi, ciascuna delle quali ci dà da pensare. 
1. Virtuale è reale - Dico o scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona. 
2. Si è ciò che si comunica - Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano. 
3. Le parole danno forma al pensiero - Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso. 
4. Prima di parlare bisogna ascoltare - Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura. 
5. Le parole sono un ponte - Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri. 
6. Le parole hanno conseguenze - So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.
7. Condividere è una responsabilità - Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.
8. Le idee si possono discutere - Le persone si devono rispettare Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.
9. Gli insulti non sono argomenti - Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.
10. Ariche il silenzio comunica - Quando la scelta migliore è tacere, taccio.
Ma la mia preferita è l'ultima: se non sono abbastanza informata su un argomento o chi parla con me vuole solo litigare, sempre più spesso scelgo di tacere e finora non me ne sono mai pentita. 


Segnalazioni 
ODIO SUL WEB E FAKE NEWS 
La patologia è sociale, non digitale 
Daniele Chieffi, giornalista e comunicatore, riflette su origine e cause della violenza online. Un indizio: la colpa non è mai della tecnologia, e le soluzioni semplici non funzionano quasi mai. 
http://alebegol/chieffi 


È UNA NOTIZIA VERA O UNA BUFALA? 
Controllare prima di condividere 
Quando leggiamo il titolo di una notizia che conferma qualcosa di cui siamo fortemente convinti spesso tendiamo a ricondividerla coi nostri contatti senza star tanto tempo a chiederci se la notizia è fondata o meno, o se il sito che la riporta è una fonte seria e affidabile. C'è perfino chi cita come fonte articoli apparsi su Lercio.it, scambiando la satira per informazioni! Se hai dei dubbi, passa a controllare su qualcuno dei siti che fanno il lavoro di debunking, cioè lo smontaggio delle bufale online: qui trovi anche gli elenchi aggiornati dei siti che vivono di costruzione e diffusione di false notizie, e di cui non dovresti mai condividere i link. 
Bufale un tanto al chilo: www.butac.it 
Bufale.net: www.bufale.net 

Alessandra Farabegoli 
DOCENTE ED ESPERTA DI COMUNICAZIONE WEB 

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