Continuazione tema:"Il coraggio di Milo"

Suo padre era un grande banchiere. Era un uomo alto e robusto con la barba nera e folta. Aveva cinquant'anni e li portava piuttosto bene. Prima dell'incidente stradale, causato da un pirata della strada, che aveva provocato la morte della moglie, il padre di Milo e Valentina era un uomo gentile e carino con tutti, amato anche dai suoi dipendenti. 
Dopo il tragico fatto, Ruggero, cambiò radicalmente il suo atteggiamento, diventò molto più severo, avvolto nei propri pensieri. 
Anche nel lavoro era sempre meno disponibile sia verso i collaboratori, ma anche verso chi chiedeva prestiti. Era successo anche che aveva ricevuto minacce perché aveva rifiutato dei finanziamenti, ma era stato irremovibile. Ormai la sua durezza era proverbiale, soprattutto nei confronti del figlio. 


 
L'unica persona con cui continuava ad essere gentile e affettuoso era sua figlia Valentina, forse perché gli ricordava la moglie Sara. 
Come Sara, Valentina aveva un'abitudine: ogni mattina, appena svegliata, cantava una canzone, la stessa che cantava sempre sua madre. Questa melodia, cantata così bene e con una voce così sublime, scioglieva il cuore di suo padre. 
Quando Ruggero scoprì che sua figlia era scomparsa, si sentì smarrito e si arrabbiò con Milo dandogli la colpa di averla persa di vista. 
Prima di partire alla ricerca di sua figlia, urlava e strillava contro Milo: 
-Valentina potrebbe essere morta! Potremmo non vederla mai più! 
Era tornato duro e cattivo proprio come quando aveva perso la moglie. 
Ruggero partì alla ricerca di sua figlia Valentina con gli occhi lucidi che esprimevano tutta la sua tristezza e tutta la sua rabbia. Milo si sentiva afflitto dalle parole del padre, si sentiva inutile e colpevole per l’accaduto, senza sua sorella Milo si sentiva solo al mondo, abbandonato. Il giorno successivo, dopo una notte insonne, andando a scuola era come se gli mancasse qualcosa. 
Il percorso che faceva non era più lo stesso senza sua sorella. Arrivato a scuola un gruppetto di ragazzi iniziò a prenderlo in giro urlando: 
-Ehi, Pel di carota! 
E altri:- Ehi, Gamba secca! 
Milo non rispose e continuò a camminare senza guardarli. Di solito sua sorella lo difendeva e faceva sembrare tutto uno scherzo, ma senza di lei, tutto sembrava molto più offensivo. 
Era molto magro, abbastanza alto con i capelli rossi, e a causa del suo aspetto fisico, lo prendevano molto spesso in giro senza notare i suoi spettacolari occhi azzurri; il suo naso veniva sempre notato da tutti perché era molto sporgente, sicuramente la sua gamba secca non lo aiutava per niente, coi i suoi movimenti goffi e zoppicanti. 
Era appena iniziata la scuola e lui era in prima superiore, nessuno lo conosceva e quindi non avevano ancora imparato ad accettarlo per come era, perciò si consolava con questo e sperava che con il tempo nessuno lo avrebbe più giudicato. 
Tornato a casa, si accorse che suo padre non c’era e non gli aveva lasciato nemmeno un biglietto. Gli venne l'ansia e, nonostante tutte le sue paure e la sua gamba malconcia, decise di partire alla ricerca di sua sorella Valentina. 
Salì nella sua canoa, il fiume aveva l'acqua limpidissima e si vedevano i pesci. 
Si domandava tra sé e sé come avesse potuto perdere la sorella? 
Dopo pochi minuti davanti a lui vide un' altra barca attaccata alla riva, si insospettì e si fermò a controllare, cercò di salire sull'altra barca ma quando mise dentro il piede, scivolò in acqua e cominciò a urlare: 
-Aiutooo… non so nuotare!!- 
Stava per affogare quando, per fortuna, suo padre, che era nei paraggi, lo sentì e lo soccorse. 
Dopo averlo tratto in salvo però si arrabbiò molto e gli urlo contro: 
-Torna a casa, qui causi solo problemi!- 
Milo, scoraggiato e deluso tornò a casa e si mise in camera sua a pensare da solo come sarebbe stato brutto il futuro senza sua sorella. 
Dopo qualche ora sentì dei rumori casa, si spaventò e prese un coltello ma quando vide che era suo padre, nascose la lama e gli chiese se aveva trovato Valentina. 
Il padre rispose amareggiato: 
-No, purtroppo no!- 
Milo sconsolato, andò in camera per fare i compiti ma pensava e ripensava a sua sorella e non riusciva a concentrarsi. 
Voleva provare a cercarla, ma dato che il padre non lo avrebbe lasciato, decise di andarla a cercare la mattina, mentre il padre lo pensava a scuola. 
Dentro lo zaino mise una torcia, un coltello, delle provviste e un sacco a pelo. 
Il mattino dopo, alle sette la sveglia suonò. 
Aveva ancora sonno, ma quando pensò a quello che voleva fare si alzò di scatto. 
Si cambio, si lavò e fece colazione in un baleno. 
Prese lo zaino e si indirizzò verso la porta, stava uscendo quando suo padre gli disse: 
-Buona scuola!- 
Milo con un sorriso imbarazzato attraversò l'uscio, ma prese la strada che conduceva al fiume. 
Salì sulla sua canoa e iniziò a pagaiare. Questa volta l'acqua aveva un colore diverso, era blu sporco e i rami che si piegavano sull’acqua incutevano terrore. 
Milo aveva paura ma pensò a Valentina, si fece coraggio e continuò a remare. 
Dopo qualche ora si fermò sulla riva, si mise sotto un albero a pensare dove potesse essere Valentina. Quando stava per alzarsi sentì una voce che gli disse: 
-Ciao!- 
Lui si guardò in giro ma non vide nessuno, ma ecco sopra di lui un ragazzo, quasi un bambino. 
Il bambino scese dall'albero e Milo vide che aveva un libro “Colpa delle Stelle”, il libro preferito di Valentina.. 
-Come ti chiami?- gli chiese Milo 
-Pietro e tu?- 
-Milo. 
Il ragazzo era magro, occhi azzurri e i capelli biondi, era un po' basso per i suoi quattordici anni. Dalla corporatura sembrava un bambino di dieci. 
Iniziarono a conoscersi e Milo chiese a Pietro perché si trovava in quel posto e lui gli rispose che non aveva i genitori e che i suoi parenti non lo volevano, per cui viveva vagabondando nel bosco e chiedendo l’elemosina nelle città vicine. Poi Pietro fece la stessa domanda a Milo e lui gli spiegò tutta la sua storia. 
Milo chiese a Pietro se lo avrebbe aiutato a cercare sua sorella, lui esitò, ma poi rispose di sì e insieme andarono alla ricerca di Valentina. 
Lungo la strada i due si conobbero meglio, e Milo scoprì che Pietro, nonostante le sue difficoltà era un appassionato lettore. I libri erano la sola compagnia che aveva. Milo si commosse per l’aiuto che Piero gli stava dando e si ripromise di aiutarlo. 
Pietro, che conosceva molto bene quei luoghi, gli disse che il giorno prima aveva sentito la voce di una ragazza nel bosco, che cantava in modo sublime, ma triste. Suppose che la voce arrivasse da una capanna. Piero sapeva come arrivarci. Decisero di andare a vedere. 
Ormai erano le tre del pomeriggio e il padre era molto preoccupato per Milo che sarebbe dovuto essere a casa già da due ore. 
Ruggero andò a scuola per cercare Milo, ma gli insegnanti gli dissero che suo figlio non era andato a scuola, allora si insospettì e andò a cercarlo nel bosco. 
Intanto in un luogo non lontano da Milo, Valentina si svegliò in una capanna, e vide davanti a lei una persona girata di spalle che imprecava contro un certo Ruggero. Valentina capì che stava maledicendo suo padre. 
Milo e Pietro avvistarono la capanna ed entrano circospetti, ma nella capanna l'uomo li legò e li imbavagliò. Capirono che avevano a che fare con un pazzo che portava rancore al padre di Valentina, per un prestito non concesso molti anni prima. 
Grazie al cellulare di Milo, il padre riuscì a rintracciarlo e a raggiungerlo. Ruggero entrò nella capanna, fece svenire con un pugno il rapitore, che poco dopo venne arrestato dalle forze dell'ordine, e riportò a casa Valentina e Milo. Portò con sé anche Pietro che, da quel momento restò a casa con loro come un figlio e diventarono una vera famiglia. 

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