Happiness

E se tra le materie scolastiche ci fosse "Felicità"?
Come te la caveresti?


La scuola dove si insegnano matematica storia e... felicità

In una elementare vicino a Birmingham, «happiness» è diventata una materia come le altre. Così i bambini imparano l’arte di star bene e la resilienza ai traumi

di Emanuela Di Pasqua – Corriere della Sera 12/12/2015

La maestra Samantha Rock, la preside Melanine Gee e Jules Mitchell, la «coach» che insegna ai bambini a essere felici (foto presa dal profilo Facebook della Mitchell)
C’è una scuola in Inghilterra dove i bambini non imparano solo a leggere e a far di conto. Una scuola dove si insegna, o almeno ci si prova, l’arte della felicità. Dove la parola «happiness» (felicità in inglese) non è uno slogan, ma una materia curricolare. Un’ora di lezione accanto alle altre, più tradizionali, come matematica, storia o geografia. E la cosa incredibile è che questa scuola di felicità è nata da un fatto tragico.

L’arte della resilienza

Tutto è cominciato dopo la morte di un genitore che aveva ben quattro figli alla Sacred Heart School di Tipton, una scuola elementare vicino a Birmingham. A quel punto le insegnanti hanno deciso di assoldare Jules Mitchell, «coach» esperta in resilienza ( intesa come la capacità di rispondere positivamente ai traumi). La Mitchell ha allestito un Happiness Lab per aiutare lo staff scolastico a gestire il grave lutto che aveva colpito i bambini direttamente e anche indirettamente. Canzoni gioiose urlate a squarciagola, giochi di gratitudine, corsi di autostima, danza liberatoria e meditazione: nel training di psicologia positiva di Mrs Mitchell gli insegnanti hanno imparato le tecniche migliori per aiutare i bimbi a stare meglio con se stessi, specie in un’età della vita in cui si è molto plastici e si assorbe con facilità.

Un’ora di felicità

E al team della sono piaciute così tanto le lezioni di Jules Mitchell che si è deciso di introdurre la lezione di felicità nel curriculum. Superato lo scetticismo della vecchia guardia e apprezzato l’entusiasmo dei giovanissimi, «happiness» è diventata una materia a tutti gli effetti. Uno spazio giornaliero dedicato ad attività che possano aumentare il benessere e diminuire l’ansia: canzoni, giochi e riflessioni orientati a vivere bene gestite dall’insegnante Samantha Rock, che si occupa anche di respirazione e gestione delle emozioni, di empatia, di intelligenza emotiva e di ottimismo. Come spiega la preside, Melanine Gee, i corsi vogliono intercettare i bimbi già da piccoli e andranno dai primissimi anni della scuola di infanzia a tutta la scuola primaria, con l’ambizione di dare una forte impronta proprio in termini di resilienza.

Pensare positivo

Ma la scuola di Tipton non è la prima a insegnare la felicità. L'esempio più emblematico è sicuramente quello di Harvard, dove il corso di Psicologia positiva di Tal Ben-Shahar conta più iscritti di quello di Economia, fiore all’occhiello dell’Università. Al Wellington College di Crowthorne si insegna invece felicità ai ragazzini dai 14 ai 16 anni, segmento anagrafico delicato in cui si forma l’identità e l’autostima e in cui i docenti ritengono essenziale seminare solidi concetti di psicologia positiva. E anche in Italia proliferano workshop su come educare i ragazzi a star bene, a credere in se stessi e a relazionarsi con l’affettività, con la natura e con il prossimo.

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