Omaggio a Ezio Bosso

¯ Ezio Bosso: una lezione di vita ¯
Inaspettatamente il 15 maggio ci è giunta la notizia della prematura scomparsa di Ezio Bosso, musicista torinese che è diventato famoso in Italia nel 2016 dopo il suo assolo al pianoforte al 66° Festival di Sanremo. In quell’occasione gli italiani si accorsero del grandissimo talento di Ezio Bosso, che all’estero era già applaudito e conosciuto da tempo. Sul palco dell’Ariston la sua non fu solo un’esibizione al piano, ma fece conoscere  la sua grande umanità. Suonò “Following a bird” (dal suo album “The 12th room”, ossia “La dodicesima stanza”), un pezzo musicale con il quale apriva sempre i suoi concerti e che spiegava come seguendo il volo di quell'uccellino “mi sono perso…e mi sono messo a ragionare sull'importanza del perdersi: perdersi per imparare a seguire… a volte perdere i pregiudizi, perdere le paure, perdere il dolore ci avvicina e ci fa continuare”. Il suo messaggio è quello di perdere se stessi per ritrovarsi, ossia disimparare ciò che siamo e ritrovare un nuovo modo di vivere. E ha ricordato al pubblico che “La musica, come la vita, si può fare in un solo modo: insieme”.

A letter to my school


Dear school,

You can’t imagine how much I miss you! I miss everything of you: the desks, the teachers, and above all my friends and my classmates. I can't just explain how I feel now, nothing is like it used to be ... the only thing I would like at the moment is to go back to school ... to return to normal: see my classmates again, chat during the lessons (as I always did) ..... laugh as I used to do with my friends.

Dear school, obviously I don't mean that since we haven't seen each other, I stopped laughing ... but I mean that it's not the same thing…

I don't mind making video lessons, but I surely prefer to be at school rather than in front of a screen for hours. At the beginning, taking lessons in front of a computer  was a conquest, a desire, but now that we have to stay there for so long, and see my friends and laugh in front of a screen…... I don't think it's a wish anymore ...

I think the school is not just corridors and blackboards, chairs and desks, stairs and courtyards, lessons and questions: it is a meeting point, and sometimes a clash, between lives, minds, hearts and characters. The school  is a  gym of growth, where everyone in his own way interacts with rules to be respected, expectations to be met, judgments to be confirmed or denied, and obstacles to be overcome.

In  the present,  to reach our  future by learning from the past.

Vanessa Maria Chiaruttini
Classe 1^ verde

LET IT BE

¯¯LET IT BE¯¯
  
"When the broken hearted people living in the world agree,
there will be an answer, let it be."

L’8 maggio 1970 (cinquant’anni fa) usciva Let It Be, il dodicesimo ed ultimo album di una delle band più amate che hanno fatto la Storia della musica rock, pop e beat. Questo album segnava l’addio definitivo dei Beatles che per l’ultima volta apparivano in un album (ufficialmente la band era già sciolta da aprile).

Let It Be fu composta e cantata da Paul McCartney. Il testo della canzone è ispirato da un sogno fatto Paul, in cui gli comparve la madre Mary, prematuramente scomparsa, che lo rassicurava con le parole “It’s gonna be OK: Just let it be…” (=Andrà tutto bene: lascia correre) come risposta alle tensioni del gruppo che stava sciogliendosi. 

MA CHI ERANO I BEATLES?

Conosci le regole dell’e-learning?



Collegarsi con GOOGLE MEET ed imparare ad essere dei cittadini digitali responsabili. E voi, conoscete le regole dell’e-learning?


CONNECTING WITH OUR STUDENTS THROUGH MEET AND PRACTICING TO BECOME GOOD DIGITAL CITIZENS
 from the Net- thanks to Chesapeake Public Schools (Dr J. Miller)

La netiquette in Meet…
Prof.ssa M. Marzarotto

I vostri lavori e il nuovo tema della settimana

Questa settimana il progetto che vi presentiamo ci racconta del passato, si tratta della riproduzione di "Pompei con il Vesuvio in eruzione, le case romane e l'anfiteatro", realizzato da Domenico della classe 1^ blu.
Le altre foto del lavoro di Domenico e le nuove modalità di partecipaione al contest le trovate di seguito.

Omaggio a LUIS SEPÚLVEDA - 2^ parte


Un giorno questa lumaca curiosa e diversa dalle altre lumache della sua colonia, decide di intraprendere un viaggio da sola perché vuole “conoscere i motivi della lentezza”. Fino a quel momento non ha trovato nessuna risposta e nessuna solidarietà tra le altre lumache che vivono nel prato chiamato Paese del Dente di Leone nella casa che è la frondosa pianta di calicanto. La altre lumache preferiscono chiamarsi semplicemente “lumaca”, dettaglio non indifferente e che crea non poca confusione quando vogliono comunicare tra loro. Queste lumache accettano con rassegnazione di condurre la stessa medesima vita silenziosa e lenta nel loro prato “e siccome non avevano viaggiato non potevano fare confronti”. Ad ogni risveglio di primavera loro escono dal loro letargo e riprendono la vita di sempre, rallegrandosi di ritrovare il prato e i saporiti fiori di denti di leone. Lei è diversa, invece, e non vuole omologarsi alla colonia di lumache, è preoccupata di non avere un nome e questo le sembra molto ingiusto. Un giorno sente la conversazione di due lumache anziane che parlano del gufo che vive tra le foglie del faggio più alto e che sa molte cose. La giovane lumaca curiosa decide così di chiedere proprio al saggio gufo i motivi della lentezza e si incammina verso il faggio dove abita. Alla sua domanda il gufo malinconico le risponde che è lenta perché sulle spalle ha un grande peso per tutto quello che nella sua giovane età ha provato, ma la lumaca trova la risposta poco convincente. Così ritorna nell’”abitudine” assieme alle altre lumache, si raduna con loro a mangiare foglie di dente di leone sotto i rami del calicanto e a sussurrarsi ogni sera gli eventi della giornata. Ma lei resta inquieta e continua a chiedere alle altre il perché della loro lentezza. Suscita la loro disapprovazione di fronte a tanta insistenza al punto che la minacciano di cacciarla se avesse continuato con quella solita domanda. Così ostinata com’è, lei decide di partire da sola in cerca di una risposta e di fare ritorno solo dopo aver trovato una risposta ed un nome.

I vostri lavori e il nuovo tema della settimana


Questa settimana il progetto che vi presentiamo si è aggiudicato il premio nella categoria individuale 9-11 anni della M-Children Chellenge. 
Le altre foto del lavoro di Mattia di 1^blu e le istruzione per partecipare al contest le trovate sotto.