Metterci la faccia

Oggi abbiamo visto uno spettacolo sul Bullismo e sul Cyberbullismo.
Facile nascondersi dietro ad un profilo fake (falso) o dietro al gruppo, per offendere e colpire.
Tutto per non guardare in faccia chi abbiamo davanti, capire i suoi sentimenti e metterci la nostra di faccia.
Voi che dite?


Come facciamo a riconoscere un episodio di cyberbullismo?
Rispondendo a queste semplici domande, Generazioni Connesse ci fa capire se si tratta effettivamente di cyberbullismo o di altra tipologia di comportamenti disfunzionali
  1. Gli episodi avvengono alla presenza di un “pubblico”?
  2. Gli episodi sono continui e reiterati nel tempo?
  3. Avvengono tra coetanei?
  4. Avvengono in modo intenzionale?
  5. In quale contesto avvengono questi comportamenti?
Una volta appurato se effettivamente ci troviamo di fronte al fenomeno del cyberbullismo dobbiamo distinguere tra otto diverse tipologie di cyberbullismo, differenti per la modalità attraverso la quale si manifestano e lo “spazio” o contesto virtuale in cui si inseriscono:
  1. Flaming: l’invio di messaggi online violenti e/o volgari mirati a suscitare scontri verbali;
  2. Harassment: l’invio ripetuto di messaggi insultanti con l’obiettivo di ferire qualcuno;
  3. Denigration: il parlar male di qualcuno per danneggiare la sua reputazione, via e-mail, messaggistica istantanea, etc.;
  4. Impersonation: la sostituzione di persona, il farsi passare per un’altra persona e inviare messaggi o pubblicare testi reprensibili;
  5. Exposure: la pubblicazione on line di informazioni private e/o imbarazzanti su un’altra persona;
  6. Trickery: l’inganno, ovvero ottenere la fiducia di qualcuno per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate;
  7. Exclusion: escludere deliberatamente una persona da un gruppo, per ferirla;
  8. Cyberstalking: ripetute e minacciose molestie e denigrazioni.

1917-2017. Una mostra festeggia i 100 anni delle Gallerie del Pasubio

La chiamano la "Strada della Prima Armata" o "Strada delle Gallerie". La sua costruzione iniziò a fine gennaio del 1917 quando la Prima Guerra mondiale era nel pieno della sua violenza. L'imponente opera fu costruita dalla 33ª compagnia minatori del Genio in soli dieci mesi. A distanza di 100 anni, una mostra ripercorre - con fotografie e documenti dell'epoca - l'avvincente costruzione di questo capolavoro di ingegneria militare. La mostra sarà allestita a palazzo Fogazzaro, a Schio e sarà aperta dal 26 marzo al 24 settembre. “La strada delle gallerie è sempre stata un luogo essa stessa – ha spiegato Claudio Rigon, curatore della mostra – una di quelle strade che sono insieme percorso e meta". Oggi, finite da tempo le ostilità, il percorso è diventato uno dei luoghi preferiti di turisti ed escursionisti che arrivano da tutto il mondo per percorrerla. La strada è lunga 6300 metri, di cui 2300 si percorrono in 52 gallerie.

Anche quest'anno, a luglio, un gruppo di noi insegnanti salirà con voi fino al Rifugio Achille Papa.
Ci sarai?

Giornata Mondiale della Poesia, il 21 marzo


Ogni anno in data 21 marzo ricorre la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla Conferenza Generale Unesco nel 1999. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace, tant’è che coincide con quella della “Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale”, introdotta dalle Nazioni Unite nel 1966.

21 MARZO 2017: XXII GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL'IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE

Ogni 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, perché in quel giorno di risveglio della natura si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale. Dal 1996, ogni anno in una città diversa, viene letto un elenco di circa novecento nomi di vittime innocenti. Ci sono vedove, figli senza padri, madri e fratelli. Ci sono i parenti delle vittime conosciute, quelle il cui nome richiama subito un'emozione forte. E ci sono i familiari delle vittime il cui nome dice poco o nulla. Per questo motivo è un dovere civile ricordarli tutti. Per ricordarci sempre che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità dell'Italia intera.


21 MARZO 2017, GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME DI DOWN

Il 21 marzo 2017 si celebra la XII Giornata Mondiale della Sindrome di Down, il tema lanciato quest’anno dalla Down Syndrome International (DSI) è#myvoicemycommunity e vuole sottolineare il protagonismo attivo delle persone con sindrome Down nella società. L’Associazione Italiana Persone Down aderisce alla campagna mondiale lanciando una raccolta fondi in tutta Italia: in oltre 30 città dal nord al sud della penisola il 19 marzo ha offerto piccole lattine con terra e semi di “Nontiscordardimè” per aiutare a ricordare che le persone con sindrome Down ci sono (in Italia sono più di 40mila) e possono avere un ruolo attivo nella comunità.